Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali italiano: 221 articoli aggiornati al 3 marzo 2026

Il Codice della Privacy (D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dal D.Lgs. 101/2018) raccoglie le norme italiane sulla protezione dei dati personali, coordinandole con il Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Consulta qui il testo vigente con 221 articoli organizzati per titolo e capo, tratto dai dati aperti di Normattiva.

Cos'è il Codice della Privacy

Il Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali, adottato con il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196, è il testo normativo fondamentale del diritto italiano in materia di riservatezza e trattamento dei dati personali. Nato per dare attuazione alla Direttiva europea 95/46/CE, nel corso degli anni ha subito profonde modifiche: la più rilevante è stata apportata dal Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101, che ha adeguato l'intero impianto normativo alle prescrizioni del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, Regolamento UE 2016/679), diventato applicabile il 25 maggio 2018.

Il Codice disciplina il trattamento dei dati personali effettuato da soggetti pubblici e privati, stabilendo diritti degli interessati (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità, opposizione), obblighi dei titolari e dei responsabili del trattamento, regole per il trasferimento di dati verso Paesi terzi, e i poteri dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

L'ambito di applicazione è ampio: riguarda qualsiasi operazione compiuta su dati di persone fisiche identificate o identificabili — dalla raccolta alla conservazione, dalla comunicazione alla diffusione — effettuata con strumenti automatizzati o manuali. Sono previsti regimi speciali per categorie particolari di dati (sanitari, genetici, biometrici, giudiziari) e per trattamenti in contesti specifici come quello lavorativo, giornalistico, di ricerca scientifica e attività delle forze di polizia.

Il testo consultabile su questa pagina è tratto da Normattiva (dati aperti, licenza CC BY 4.0) ed è vigente al 3 marzo 2026, e comprende 221 articoli organizzati in titoli e capi che coprono l'intero ciclo di vita del dato personale, le sanzioni amministrative e penali, e le disposizioni transitorie.

Come consultare il codice

Il Codice della Privacy è navigabile in modo gerarchico tramite l'indice strutturato per titoli e capi, oppure per ricerca diretta inserendo il numero dell'articolo nella barra di ricerca. Ogni articolo è linkabile singolarmente tramite URL stabile, utile per citazioni professionali e accademiche.

Per accedere alla versione ufficiale e alle coordinate di vigenza, è disponibile il testo su Normattiva (normattiva.it), portale istituzionale della legislazione italiana. Si consiglia di verificare sempre la data di vigenza, poiché il Codice è stato oggetto di numerose modifiche puntuali successive al D.Lgs. 101/2018.

Per approfondire il quadro normativo europeo, si raccomanda la consultazione incrociata con il testo del GDPR (Reg. UE 2016/679), disponibile nella sezione dedicata di questo sito.

Riforme e aggiornamenti recenti

Il Codice della Privacy è stato oggetto di una riforma strutturale con il Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101, entrato in vigore il 19 settembre 2018, emanato in attuazione dell'art. 13 della Legge di delegazione europea 2016-2017 (L. 25 ottobre 2017, n. 163). L'intervento ha avuto l'obiettivo di rendere il Codice compatibile e coordinato con il Regolamento UE 2016/679 (GDPR), che è diventato direttamente applicabile in tutti gli Stati membri a partire dal 25 maggio 2018.

Le principali modifiche introdotte dal D.Lgs. 101/2018 hanno riguardato: l'abrogazione di numerose disposizioni del Codice diventate ridondanti rispetto al GDPR; il mantenimento e l'adeguamento delle norme nazionali che il GDPR stesso demanda agli Stati membri (c.d. clausole di apertura), come quelle in materia di dati genetici, biometrici, relativi alla salute, trattamenti in ambito lavorativo, ricerca scientifica e attività giornalistica; la revisione del sistema sanzionatorio amministrativo, allineato ai massimi edittali previsti dall'art. 83 del GDPR; la riformulazione del sistema delle sanzioni penali.

Successivamente al D.Lgs. 101/2018, il Codice ha ricevuto ulteriori modifiche puntuali per recepire specifiche direttive europee e adeguarsi a provvedimenti del Garante e a indicatori giurisprudenziali del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB). Il testo tratto da Normattiva e vigente al 3 marzo 2026 tiene conto di tutte le modifiche intervenute fino a tale data.

Chiunque operi in ambito di compliance, data protection o consulenza legale è invitato a verificare costantemente gli aggiornamenti normativi sul sito istituzionale del Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it) e su Normattiva per la versione vigente ufficiale.

Domande frequenti

Quando è stato emanato il Codice della Privacy italiano?

Il Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali è stato emanato con il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2003 (Supplemento Ordinario n. 123). È entrato in vigore il 1° gennaio 2004, abrogando la precedente Legge 31 dicembre 1996, n. 675.

Quanti articoli ha il Codice della Privacy?

Il testo coordinato del Codice della Privacy consultabile su questo sito, aggiornato al 3 marzo 2026 nella versione pubblicata su Normattiva, è composto da 221 articoli, suddivisi in titoli e capi che disciplinano i principi generali, i diritti degli interessati, gli obblighi dei titolari, i trattamenti in settori specifici, le sanzioni e le disposizioni transitorie.

Qual è il rapporto tra il Codice della Privacy e il GDPR?

Il GDPR (Regolamento UE 2016/679) è direttamente applicabile in Italia dal 25 maggio 2018 e prevale sulle norme nazionali in conflitto. Il Codice della Privacy, modificato dal D.Lgs. 101/2018, integra e specifica il GDPR negli ambiti in cui il Regolamento lascia margini di manovra agli Stati membri, come il trattamento dei dati in ambito lavorativo, sanitario e giornalistico. I due testi devono essere letti congiuntamente.

Chi è il Garante per la protezione dei dati personali?

Il Garante per la protezione dei dati personali è l'Autorità amministrativa indipendente italiana preposta al controllo del rispetto della normativa in materia di protezione dei dati. I suoi compiti, poteri e organizzazione sono disciplinati dagli artt. 153 e seguenti del Codice della Privacy. Il Garante adotta provvedimenti, emette pareri, irroga sanzioni e coopera con le autorità europee omologhe nell'ambito del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB).

Dove trovare la versione vigente ufficiale del Codice della Privacy?

La versione ufficiale vigente del Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003) è disponibile su Normattiva (normattiva.it), il portale della legislazione italiana gestito dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il testo presente su questo sito è tratto dalla stessa banca dati Normattiva ed è vigente al 3 marzo 2026, utile per la consultazione professionale e didattica.

Il Codice della Privacy si applica anche alle piccole imprese?

Sì. Il Codice della Privacy e il GDPR si applicano a qualsiasi soggetto — pubblico o privato, grande impresa o piccola attività — che effettui trattamenti di dati personali nell'ambito delle proprie attività, con alcune semplificazioni per le organizzazioni con meno di 250 dipendenti in materia di registro dei trattamenti. Le esenzioni sono tassative e vanno verificate caso per caso sulla base degli articoli rilevanti del Codice e del GDPR.

Quali sanzioni prevede il Codice della Privacy per le violazioni?

Il sistema sanzionatorio è duplice. Le sanzioni amministrative pecuniarie, disciplinate dall'art. 166 del Codice, possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo per le violazioni più gravi, in linea con l'art. 83 del GDPR. Il Codice prevede inoltre sanzioni penali (artt. 167 e seguenti) per fattispecie specifiche come il trattamento illecito di dati e la comunicazione e diffusione illecita di dati personali.

Il Codice della Privacy tutela anche i dati delle persone giuridiche?

No. Sia il Codice della Privacy sia il GDPR tutelano esclusivamente i dati personali delle persone fisiche identificate o identificabili. I dati relativi a persone giuridiche, enti, associazioni e società non rientrano nell'ambito di applicazione della normativa sulla protezione dei dati personali, salvo che non si tratti di dati riferibili anche a persone fisiche (es. titolari di ditte individuali o soci).

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